Il punk aveva finito le idee, non i musicisti. Da lì escono i sintetizzatori economici e alcune delle canzoni pop più strane mai entrate in classifica.
Tre dischi in tre anni, e nessuno dei tre somiglia agli altri. Non è una band che cresce: è una band che si dà un divieto, lo esegue fino in fondo e poi lo cambia. I numeri delle tracklist raccontano la storia meglio di qualsiasi aggettivo.
Prima del metronomo in cuffia le band andavano più veloci verso la fine, e non per sbaglio: acceleravano sui ritornelli. Uno studio su 255 singoli di Billboard dice in che anno la deriva è finita, e un produttore inglese racconta la volta in cui la macchina ha derivato al posto suo.
Dieci dischi inglesi e scozzesi usciti fra il 1979 e il 1981, messi in fila per città invece che per anno. Contati così dicono una cosa che la storia raccontata da Londra non dice: di Londra ce n'è uno solo.
Nel 2003 Vanity Fair gli chiese i dischi della vita. Aveva duemilacinquecento vinili e nessun metodo, così se ne inventò uno: tirarne fuori uno alla cieca e, se era troppo ovvio, rimetterlo a posto. Quattro dei venticinque che ne sono usciti, con accanto la ragione scritta da lui.
Nel 1985 arriva terza e resta in classifica undici settimane. Nel giugno del 2022, dopo quattro puntate di una serie Netflix, entra all'ottavo posto e due settimane più tardi è prima. In mezzo ci sono tre record e un catalogo che nessuno controlla più.
Nel 1980 nei crediti dei suoi dischi compare la parola produttrice, e ci vogliono cinque anni perché resti da sola. Nello stesso periodo entra un campionatore che le prime due volte suona qualcun altro. Cinque tracce per seguire il passaggio dall'altra parte del vetro.
Nella Frost Scene di King Arthur, Purcell prescrive a voce e archi di tremare su ogni nota. Klaus Nomi incide quell'aria nel 1981 e la porta in un registro che non era il suo.
ROGUE 011·
Il genere in breve
New wave è un termine di comodo, inventato dalle case discografiche verso il 1977 per vendere il punk a chi il punk lo trovava spaventoso. Sotto ci è finito di tutto, e questa è la sua utilità: descrive un momento in cui suonare male era ancora un punto di partenza accettabile e i primi sintetizzatori a buon mercato cominciavano ad arrivare.
Quello che tiene insieme la parte che ci interessa è un atteggiamento: canzoni brevi, arrangiamenti che sbagliano di proposito, testi presi da tutt'altra parte, dalla letteratura, dal teatro, dalla lirica. Non tutto ha retto. La parte che ha retto suona ancora sbilanciata nel modo giusto.