Genere

Library

Dischi scritti per essere usati, non ascoltati. Musica su commissione per televisione e cinema, venduta a catalogo e oggi cercata come oro.

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Il genere in breve

La library music non si comprava in negozio. Fra gli anni sessanta e ottanta case come la KPM in Inghilterra o la Octopus in Italia stampavano dischi destinati soltanto a produttori televisivi e cinematografici: sigle, stacchi, atmosfere, catalogati per uso e per durata. Il compositore veniva pagato una volta e passava al disco dopo.

Il vincolo ha prodotto libertà. Senza un pubblico da convincere e senza un'etichetta che chiedesse un singolo, quegli autori hanno provato cose che nessuna uscita commerciale avrebbe accettato: elettronica astratta, jazz scomodo, percussioni senza melodia sopra. Per questo la library è diventata il giacimento preferito dei produttori hip hop e dei collezionisti, e per questo ci torniamo spesso.

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