Il genere in breve
IDM sta per intelligent dance music, ed è un'etichetta che quasi nessuno degli artisti coinvolti ha mai accettato. Nasce nel 1993 da una mailing list americana, battezzata così dalla compilation Artificial Intelligence che la Warp aveva pubblicato l'anno prima, con la scritta electronic listening music sulla copertina e una poltrona nel disegno.
L'aggettivo è il problema: intelligente implica che il resto non lo sia. Tolto il nome, quello che resta è musica costruita per l'ascolto da vicino, con ritmi che si spostano di continuo e un livello di dettaglio che si sente in cuffia meglio che in una sala. Aphex Twin, Autechre, Boards of Canada: il punto non è mai stata la difficoltà, è la densità.