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Boards of Canada: come si fabbrica il suono di un ricordo

A dieci anni registravano rimbalzando il suono fra due mangianastri posati a mezzo metro l'uno dall'altro, e continuavano finché il nastro era consumato. Da allora il procedimento non è cambiato, e a maggio 2026 sono tornati con il loro disco più nitido. Cinque tracce per vedere come si fabbrica un ricordo impreciso.

Fino all’autunno del 2005, Mike Sandison e Marcus Eoin raccontavano di essersi conosciuti da bambini, perché i genitori vivevano nello stesso villaggio sulla costa nord della Scozia.

Poi, nella caffetteria del Royal Museum di Edimburgo, Sandison chiede al giornalista di Groove di spegnere il registratore, controlla con il collega e riprende: “Non ne abbiamo mai parlato, ma Marcus e io siamo fratelli.”

Eoin è il secondo nome di Marcus, non un cognome. Avevano nascosto la parentela per non farsi accostare agli Orbital, l’altro duo di fratelli dell’elettronica britannica.

La stessa premeditazione governa il suono. Quello che di solito si chiama nostalgia, nei loro dischi, è una lavorazione dichiarata, e ha un’origine molto precisa.

Il metodo arriva prima dei dischi

A dieci anni registravano con due mangianastri posati a mezzo metro uno dall’altro. Suonavano il pianoforte nel primo, lo riascoltavano dal secondo accompagnandosi con chitarra o batteria, e reincidevano tutto sul primo.

Rifacevano il giro, ha raccontato Sandison, finché le registrazioni suonavano così distorte che i singoli strumenti quasi non si distinguevano più “e il nastro era completamente consumato”.

Il nome del gruppo viene dai documentari e dai corti animati del National Film Board of Canada, visti da bambini in televisione. Quegli stessi filmati sono il modello sonoro del debutto, Music Has the Right to Children, uscito nel 1998.

“Turquoise Hexagon Sun” esce due volte: nel 1996 sul mini album Hi Scores per la Skam, poi sul debutto per la Warp. I demo erano andati a Warp, Rephlex e Skam, e rispose soltanto la Skam.

Ascolta mentre leggi

Boards of Canada, Turquoise Hexagon Sun

Due minuti e mezzo, con poche cose in mano

“Roygbiv” dura 02:29 e contiene pochissimo: un basso, una batteria asciutta, una melodia che non sta ferma sull’intonazione.

È una scelta di metodo. Con infinite tracce audio e nessuna restrizione si comincia a impazzire, dice Sandison; un synth monofonico e una drum machine limitano quello che puoi fare, “ma questo ti rende più creativo”.

Il metodo dei mangianastri, spiega Eoin, non è mai stato abbandonato: “Adesso usiamo Logic Audio più o meno come un registratore a cassette.”

Tutto quello che usiamo è decrepito. Il nostro studio è pieno di oggetti di legno coperti di LED rossi.

Mike Sandison, The Guardian, 2013

Quando le voci escono di scena

Su The Campfire Headphase, ottobre 2005, i campioni di voce che erano il loro marchio spariscono del tutto. Al loro posto arrivano archi, batteria e chitarre leggermente scordate.

“Volevamo tornare un po’ indietro ed essere semplicemente una band”, dice Sandison, immaginando il disco che farebbe un gruppo garage: qualcuno parcheggia di notte in campagna, accende un fuoco e si sogna il resto del viaggio.

“Dayvan Cowboy”, cinque minuti esatti, uscito in anteprima su Bleep.com, è il pezzo che lo mostra meglio. Le chitarre sono trattate come prima erano trattati i campioni: cambia lo strumento, non il procedimento.

Un secondo di audio, cercato per chilometri

Nel 2013 Tomorrow’s Harvest prende di mira un supporto preciso, non solo un’epoca: la videocassetta, il “video nasty” dell’horror anni Ottanta.

Non è bastato “passare i suoni attraverso vecchi media, che da noi è dato per scontato”, spiega Sandison: hanno cronometrato gli stacchi per far somigliare i pezzi a musica da film di trent’anni prima.

Così qualche brano finisce prima di quando vorresti, come i cue delle vecchie colonne sonore, strappati da master più lunghi che nessuno sentirà mai.

Il ritorno, e un disco nitido

Ad aprile 2026 alcuni fan hanno ricevuto per posta videocassette senza spiegazioni, spedite da un indirizzo legato alla Warp e a Bleep: immagini analogiche degradate, campioni di voce, audio in stile onde corte.

Il 16 aprile è arrivato su YouTube “Tape 05”, poco più di tre minuti e nessuna riga di contesto. Il 7 maggio “Introit” e “Prophecy At 1420 MHz”. Il 29 maggio la Warp ha pubblicato Inferno, diciotto tracce, tredici anni dopo l’ultimo album.

1420 megahertz è la frequenza della riga dell’idrogeno neutro, il valore su cui il radiotelescopio Big Ear ascoltava il 15 agosto 1977, quando registrò per circa 72 secondi il segnale poi chiamato Wow!, mai più ritrovato.

I fan hanno cronometrato il passaggio al vocoder del pezzo e, riporta The Quietus, sono arrivati agli stessi 72 secondi. Nel 2005 Sandison diceva che intorno a Geogaddi la gente aveva trovato cose che non esistevano.

La campagna di ritorno era fatta di supporti sfiniti. Il disco no: la fedeltà del loro suono è cresciuta album dopo album, nota The Quietus, e non a tutti va bene.

Perché tanto lavoro

La risposta di Sandison, nel 2005, è la meno tecnica di tutte: l’invecchiamento artificiale serve a esprimere anche “la nostra tristezza per la perdita della capacità di percezione che si ha da bambini”.

Nello stesso pomeriggio ha detto una cosa che ci riguarda da vicino: “Siamo semplicemente una band, né una band IDM né una band dance.” Li archiviamo sotto IDM comunque, con l’obiezione allegata.

Il ricordo impreciso che si sente in questi cinque pezzi non è un’atmosfera in cui sono caduti. È il risultato di una catena di decisioni, e loro la raccontano un passaggio alla volta.

Da ascoltare

Boards of Canada - Turquoise Hexagon Sun
Boards of Canada - Roygbiv
Boards of Canada - Dayvan Cowboy
Boards of Canada - Cold Earth
Boards of Canada - Prophecy At 1420 MHz

L'artista

Boards of Canada

Fonti

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