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La library inglese: De Wolfe, KPM e le sigle della TV
Nell'autunno del 1973 il disco più venduto in Inghilterra è la sigla di un poliziesco televisivo, firmata con un nome che non esiste. Dietro c'è un mestiere vecchio di sessant'anni: comporre musica a catalogo per chi ne ha bisogno, e non metterla in vendita.
Il 29 settembre 1973 il primo posto della classifica inglese dei singoli è occupato dalla sigla di un poliziesco televisivo. Ci resta quattro settimane.
Il pezzo è “Eye Level”, il tema di Van der Valk, inciso dalla Simon Park Orchestra per la Columbia. Sulla copertina il compositore si chiama Jack Trombey.
Jack Trombey non esiste. È uno dei nomi che usava Jan Stoeckart, olandese, diplomato al conservatorio di Amsterdam nel 1950, trombonista e contrabbassista prima che compositore. Ne aveva altri: Willy Faust, Peter Milray, Julius Steffaro.
All’inizio degli anni sessanta il direttore Hugo de Groot lo presenta a una casa editrice musicale di Londra, la De Wolfe, e da lì Stoeckart scrive per loro oltre milleduecento brani.
Una musica che si vende alle produzioni, non al pubblico
La De Wolfe è del 1909. Meyer de Wolfe, diplomato al conservatorio reale olandese, arriva a Londra a lavorare per le sale cinematografiche e mette insieme una biblioteca di composizioni originali per accompagnare i film muti, stampate come spartiti e suonate dal vivo in sala.
Nel 1927, con l’arrivo del sonoro, la casa comincia a registrare: prima su disco, poi su pellicola in nitrato da 35 mm.
Timeline cliccabile
Spartiti per il muto
Meyer de Wolfe fonda la casa a Londra e mette insieme una biblioteca di composizioni originali per accompagnare i film muti in sala.
Si comincia a registrare
Con il sonoro la musica passa su disco e su pellicola in nitrato da 35 mm, materiale così instabile che una volta prese fuoco in un seminterrato di Wardour Street.
Il primo spot inglese
A settembre va in onda la prima pubblicità televisiva britannica, un minuto per il dentifricio Gibbs. La musica è loro.
Arriva il vinile
La biblioteca comincia a distribuire dischi da dieci pollici, poi da dodici, con le copertine disegnate da Rolph Webster e Nick Bantock.
Una sigla al primo posto
Eye Level, il tema di Van der Valk, arriva in cima alla classifica dei singoli e ci resta quattro settimane.
Il mestiere è sempre lo stesso: comporre musica a catalogo, dividerla per genere e per umore, e concederla in licenza a chi sta montando qualcosa. Cinegiornali, documentari, film di addestramento per il Ministero dell’Informazione e per le ferrovie britanniche, e poi la televisione.
Le copertine verdi
L’altra casa che conta si chiama KPM, e i suoi dischi si riconoscono da lontano: la serie 1000 esce tutta con la stessa copertina verde, e i collezionisti la chiamano semplicemente greensleeves.
Dentro ci sono i nomi che poi si ritrovano ovunque: Keith Mansfield, Alan Parker, Alan Hawkshaw. Nel 2019 la KPM ha digitalizzato il catalogo, oltre trentamila registrazioni.
Ascolta mentre leggi
Sono dischi nati per essere usati, non ascoltati di fila. Il fatto che oggi si comprino a caro prezzo dice più sul mercato del disco che su come erano pensati.
Le sigle che sai a memoria senza sapere di chi sono
Alan Hawkshaw è l’esempio migliore di come funzionava questo lavoro. Ha scritto la musica di più di trentacinque film e di un numero di programmi televisivi che la sua agenzia non ha nemmeno provato a contare.
In Inghilterra le sue tre sigle le conoscono tutti: Grange Hill, Countdown, il telegiornale di Channel 4. Prima ancora aveva suonato negli Emile Ford & The Checkmates, che erano andati in tour con i Rolling Stones, poi negli Shadows, e aveva fatto il direttore musicale di Olivia Newton-John.
Ce ne siamo accorti tardi: tre pezzi che stavamo ascoltando in tre dischi diversi, di tre serie diverse, erano dello stesso uomo.
Hawkshaw è morto il 16 ottobre 2021, a ottantaquattro anni. Nel comunicato la sua agenzia lo ha definito uno dei musicisti più campionati al mondo, e ha ricordato che il campione più grosso è di Jay-Z, in “Pray”, dentro American Gangster. Lui la metteva così: sono uno dei rapper più vecchi del mondo.
L’anonimato come condizione di lavoro
“Left Bank Two”, il pezzo che in Inghilterra sta nella testa di chiunque abbia visto la televisione da bambino, era il tema della galleria di Vision On, un programma per ragazzi. Lo suonano i Noveltones, che come gruppo esistono soprattutto lì sopra.
È la regola di questo mestiere, non l’eccezione. La musica gira per decenni, il nome sulla copertina spesso è inventato, e chi l’ha scritta lo scopri solo se vai a cercarlo.
Da ascoltare
Fonti
- De Wolfe Music, Nitrate to Bit-rate, la storia della casa raccontata dalla casa: il 1909, il 1927, lo spot Gibbs del 1955, il vinile dal 1962, Left Bank Two ed Eye Level
- Official Charts Company, la scheda di Eye Level: ingresso in classifica, quattro settimane al primo posto, etichetta e numero di catalogo
- London Light Music Meetings Group, necrologio di Jan Stoeckart: gli pseudonimi, il contratto con De Wolfe e i milleduecento brani
- BBC News, la morte di Alan Hawkshaw: le sigle, i trentacinque film, il campione di Jay-Z
- The Vinyl Factory, la KPM digitalizza il catalogo: le copertine verdi e le trentamila registrazioni