Selezione Genere: New wave
Dieci dischi fondamentali del post-punk
Dieci dischi inglesi e scozzesi usciti fra il 1979 e il 1981, messi in fila per città invece che per anno. Contati così dicono una cosa che la storia raccontata da Londra non dice: di Londra ce n'è uno solo.
Il punk lo si racconta a Londra. Il post-punk no, e basta contare i numeri di catalogo per accorgersene.
Questi sono dieci dischi usciti fra il 1979 e il 1981, e non sono in ordine di anno. Sono raggruppati per città di provenienza del gruppo, che è il modo in cui si vede quanto poco di questa storia sia successo nella capitale.
Uno solo su dieci viene da Londra. Gli altri nove arrivano da Bristol, Leeds, Sheffield, Manchester, Liverpool, Birmingham ed Edimburgo.
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Londra, uno
Public Image Ltd, Metal Box (Virgin METAL 1, 23 novembre 1979). Dodici pezzi che non escono su un long playing: tre dischi da dodici pollici a quarantacinque giri, dentro una scatola di metallo fatta come quelle da pellicola cinematografica.
Il coperchio porta il logo del gruppo in rilievo. Il numero di catalogo non sta lì: sta su un’etichetta adesiva bianca di tre centimetri e mezzo per due e mezzo, incollata sul fondo.
Bristol, uno
The Pop Group, Y (Radar RAD 20, 20 aprile 1979). Nove pezzi, e alla produzione c’è Dennis Bovell, che veniva dal dub inglese e non dal rock.
Fra i crediti della fotografia di copertina c’è Don McCullin, il fotografo che l’Inghilterra mandava nelle guerre. La grafica è di Malcolm Garrett.
Leeds, uno
Gang of Four, Entertainment! (EMI EMC 3313, 25 settembre 1979). Dodici pezzi su una major, un anno dopo un singolo d’esordio uscito per un’etichetta che stava in un appartamento di Edimburgo.
Sheffield, due
The Human League, Travelogue (Virgin V 2160, 14 maggio 1980). Dieci pezzi. È l’unico disco di questo elenco che non siamo riusciti a trovare su Spotify: Reproduction, dell’anno prima e per la stessa etichetta, c’è.
Cabaret Voltaire, The Voice of America (Rough Trade ROUGH 11, luglio 1980). Dieci pezzi. Il nome del gruppo non viene dalla musica: era un locale di Zurigo, quello dove nasceva il dadaismo.
Manchester, due
Joy Division, Closer (Factory FACT 25, 18 luglio 1980). Nove pezzi. Sull’etichetta il numero non è scritto in cifre arabe ma in numeri romani, FACT·XXV, perché la Factory trattava i cataloghi come oggetti da disegnare.
A Certain Ratio, To Each… (Factory FACT 35, aprile 1981). Nove pezzi. Il nome lo hanno preso da un verso di Brian Eno.
Liverpool, uno
Echo & the Bunnymen, Crocodiles (Korova KODE 1, 18 luglio 1980). Dieci pezzi, ed è il numero uno del catalogo Korova: quell’etichetta l’aveva aperta Rob Dickins nel 1979 apposta per loro.
Stessa data di Closer. Due città diverse, due etichette diverse, e i due dischi arrivano in negozio lo stesso giorno.
Birmingham, uno
Au Pairs, Playing with a Different Sex (Human HUMAN 1, 1981). Dieci pezzi, e di nuovo un numero uno: la Human parte da qui.
Edimburgo, uno
Josef K, The Only Fun in Town (Postcard 81-7, 3 luglio 1981). Dieci pezzi. Il gruppo è di Edimburgo, l’etichetta di Glasgow: la Postcard era nata lì nel 1979 e si presentava come “the sound of young Scotland”.
Quello che dicono i cataloghi
Due dischi di questo elenco portano il numero uno della loro etichetta. Korova comincia con i Bunnymen, la Human comincia con le Au Pairs.
Non è una curiosità da collezionisti. Vuol dire che in quei due casi l’etichetta è nata perché quel disco uscisse, non il contrario, e la Korova lo dice apertamente: Rob Dickins l’aveva aperta come sbocco per quel gruppo lì.
Il resto si spartisce fra due Factory, due Virgin, una Rough Trade, una EMI, una Radar e una Postcard che dalla sua città ne aveva già adottata un’altra.
L’etichetta appiccicata sul fondo
C’è un oggetto che dice quanto poco questa fosse una macchina industriale. La scatola dei PiL uscì in cinquantamila copie, più diecimila destinate all’estero, e il numero di catalogo era su quell’adesivo bianco incollato a mano sotto il fondo.
Sul secondo lato la puntina finisce dentro un solco chiuso, che ripete all’infinito gli ultimi secondi di Swan Lake. Per farla smettere bisogna alzarsi.
Nessuna delle altre sette città di questo elenco stava aspettando il permesso di Londra. Stampavano, numeravano e spedivano per conto proprio.
Da ascoltare
Fonti
- plus one, Difficult Fun: The Legacy & Economics of Fast Product
- Discogs, PiL - Metal Box, Virgin METAL 1
- Discogs, The Pop Group - Y, Radar RAD 20
- Discogs, Gang of Four - Entertainment!, EMI EMC 3313
- Discogs, The Human League - Travelogue, Virgin V 2160
- Discogs, Cabaret Voltaire - The Voice of America, Rough Trade ROUGH 11
- Discogs, Joy Division - Closer, Factory FACT 25
- Discogs, Echo & the Bunnymen - Crocodiles, Korova KODE 1
- Discogs, Au Pairs - Playing with a Different Sex, Human HUMAN 1
- Discogs, A Certain Ratio - To Each..., Factory FACT 35
- Discogs, Josef K - The Only Fun in Town, Postcard 81-7
- Discogs, la scheda dell'etichetta Korova
- Discogs, la scheda dell'etichetta Postcard Records
- Discogs, la scheda dell'etichetta Factory
- Discogs, The Mekons - Never Been in a Riot, Fast Product fast 1
- Discogs, The Human League - Being Boiled, Fast Product FAST 4
- Discogs, Gang of Four - Damaged Goods, Fast Product FAST 5