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Monografie

Una discografia raccontata bene non è un elenco di uscite con l’anno accanto. È una serie di decisioni prese da qualcuno, spesso sotto pressione, quasi sempre con meno mezzi di quelli che servivano. Qui prendiamo un artista o un gruppo e lo seguiamo disco dopo disco, guardando cosa cambia nel suono e da dove viene quel cambiamento: uno strumento nuovo, un vincolo fisico, un produttore che entra, i soldi che finiscono. La parte tecnica non la nascondiamo, perché è quasi sempre il punto: un’accordatura abbassata, un nastro usato al contrario, una regola che il gruppo si è dato e ha tenuto finché reggeva. Non diamo voti e non stiliamo classifiche di dischi. Diciamo dove comincia una parabola, dove si spezza e cosa resta a chi è venuto dopo.

La sezione in breve

Due formati stanno in questa sezione. La monografia segue un percorso per snodi, di solito scandito dai dischi, e sceglie i brani che dimostrano qualcosa invece di elencare le tracklist. Il racconto entra da un episodio, una serata, un mestiere, e da lì allarga.

Il soggetto è sempre qualcuno, non qualcosa: se il centro del pezzo è una scena o un'etichetta il posto giusto è Generi, e se è un disco solo sta in Canzoni e album. Dove esiste un posto ufficiale dell'artista lo trovi in un blocco a parte, perché indicare dove qualcuno sta non è la stessa cosa che sostenere un fatto.

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