Chiediamo a chi la musica la fa di dirci cosa ascolta quando non sta lavorando, e poi ci togliamo di mezzo. Non sono interviste promozionali e non c’è niente in vendita: pochi brani scelti, con il motivo accanto, e il motivo è quasi sempre la parte migliore. Capita che un batterista scelga un pezzo senza batteria, o che un nome archiviato sotto un genere arrivi con un disco che viene da tutt’altra parte. È lì che la sezione si guadagna il posto, perché mostra come ascolta chi ha passato anni a costruire suoni. Niente voti, nessun confronto diretto, nessuna gara fra artisti: sono consigli, e valgono quanto vale un consiglio dato bene.
Nel giugno del 2025 Bandcamp Daily ha chiesto ai Budos Band cosa ascoltano. La band suona funk strumentale pesante e si presenta con titoli da film dell'orrore: il trombettista ha risposto con una lista di dischi acustici, e il filo che li tiene insieme lo ha detto lui.
Nel maggio del 2024 Bandcamp Daily ha chiesto a Yaya Bey cosa stesse ascoltando. Ha risposto con sei nomi che sono tutti amici suoi, e il criterio lo ha detto lei: il rapporto che ha con la musica è di comunità, non di gusto. Quattro delle scelte, e due che su Spotify non ci sono.
Nel 2003 Vanity Fair gli chiese i dischi della vita. Aveva duemilacinquecento vinili e nessun metodo, così se ne inventò uno: tirarne fuori uno alla cieca e, se era troppo ovvio, rimetterlo a posto. Quattro dei venticinque che ne sono usciti, con accanto la ragione scritta da lui.
Nel maggio del 2024 Bandcamp Daily ha chiesto a un sassofonista che nel 1973 divideva un loft con David S. Ware cosa stesse ascoltando adesso. Quattro delle sue scelte, con la ragione che ha dato lui, e una che su Spotify non c'è.
Nel 2003 la Blue Note gli spedì i nastri originali e lo lasciò fare. Lui non ha scelto soltanto i pezzi: ha scelto le prese, e i minuti in cui in studio si parla e basta. Quattro dischi presi da quell'archivio, e cosa ci ha sentito dentro.
Scrisse al cuoco che il suo cibo era bello come Katsura Rikyu e che la musica del locale era come la Trump Tower. Poi si offrì di sceglierla lui, gratis, e non ci mise nemmeno un proprio pezzo. Quattro tracce da quella selezione, e il criterio che le tiene insieme.
Nel 2019 Bandcamp gli ha chiesto cosa stesse ascoltando. Kevin Richard Martin ha risposto con dieci uscite divise in quattro categorie: colpi, riff, bordoni, voci celesti. Quattro di quelle scelte, con il motivo che ha dato lui, e una che esiste quasi solo lì.
ROGUE 034·
La sezione in breve
Un formato solo, e la parte che conta non è l'elenco dei brani: è la riga di motivazione accanto a ciascuno. Le tracce vanno da tre a sei, ognuna con il suo player, e insieme compongono un ritratto di chi le ha scelte più che una lista di preferenze.
Le scelte restano di chi le ha fatte: non le correggiamo e non le mettiamo in ordine di merito. Quando un brano ha bisogno di un contesto storico lo aggiungiamo noi, con la fonte in fondo alla pagina come in ogni altro pezzo del blog.