Genere Genere: World
Le orchestre di stato del Mali e il Rail Band di Bamako
Dopo l'indipendenza del 1960 in Mali le orchestre le fonda il presidente. I musicisti sono dipendenti pubblici, gli strumenti appartengono allo Stato, e la migliore di tutte suona nel buffet dell'albergo della stazione di Bamako.
Al buffet dell’albergo della stazione ferroviaria di Bamako, dal 1970, si suona cinque sere a settimana. Si comincia alle due del pomeriggio e si va avanti fino a notte fonda.
L’orchestra che suona lì dentro è l’orchestra ufficiale delle ferrovie maliane. I musicisti sono impiegati della regia dei treni e gli strumenti appartengono allo Stato.
Non è un modo di dire. È il modo in cui in Mali, per vent’anni, si è fatta musica moderna.
Dopo il 1960, le orchestre le fonda il presidente
Il Mali diventa indipendente il 20 giugno 1960. Subito dopo il presidente Modibo Keita fonda l’Orchestre national A, diretto da Panga Dembélé e Kélétigui Diabaté, e a ruota vengono la B e la C.
Il modello è socialista e arriva dal vicino: la Guinea di Ahmed Sékou Touré, che nel 1958 aveva creato un’etichetta di Stato, la Syliphone.
Il Mali è più povero e ci mette dodici anni ad arrivarci in modo simile. Nel 1970 il Ministero dell’informazione firma un accordo effimero con un’etichetta tedesca, la Barenreiter Musicaphon: ne escono una quindicina di trentatré giri, oggi quasi introvabili.
Dell’Orchestre national A resta un solo disco, inciso in quel 1970, e le note di copertina dicono a cosa serviva: salvaguardare il patrimonio maliano.
Un’orchestra per ogni regione
Sempre guardando a Sékou Touré, che era andato a trovare nel 1962, Modibo Keita istituisce le Settimane nazionali della gioventù per far nascere gruppi nuovi.
Ne nascono ovunque. Il Super Biton de Ségou, spinto dal trombettista Amadou Ba e nato dalla fusione di tre orchestre della città, vince più volte le biennali artistiche di Bamako fra il 1970 e il 1976.
Le orchestre regionali, per città
| Ségou | Super Biton de Ségou, dalla fusione di Ségou jazz, Alliance jazz e Orchestre régional de Ségou. |
|---|---|
| Kayes | Orchestre régional de Kayes. |
| Kati | Tijwara band. |
| Tombouctou | Mystère jazz de Tombouctou. |
| Mopti | Kanaga de Mopti. |
| Sikasso e Koutiala | Kéné Star e Koulé Star, dove comincia il pianista Cheick Tidiane Seck. |
Il repertorio di queste orchestre non è quello che il ritorno all’autenticità avrebbe voluto. Ci stanno i classici mandinghi, la musica afrocubana che gira dagli anni cinquanta, e i pezzi di rock and roll e di twist. Nel 1963 il successo di Boubacar “Kar Kar” Traoré si chiama “Mali twist”.
Il Rail Band, e il Motel dall’altra parte della città
Nell’ottobre del 1969 il sassofonista Tidiane Koné, che veniva dall’Orchestre national A ed è stato il primo a portare quello strumento dentro la musica mandinga, fonda il Rail Band di Bamako.
Il posto è il Buffet Hôtel de la Gare, gestito dal capostazione Aly Diallo. Si suona su richiesta: standard mandinghi, canzone francese, salsa.
Ascolta mentre leggi
Nello stesso 1969 dall’altra parte nascono Les Ambassadeurs du Motel de Bamako, sulle ceneri di una formazione ivoriana. Il nome dice la composizione: maliani, ivoriani, guineani, senegalesi.
Anche il Motel è dello Stato. Il 19 novembre 1968 Moussa Traoré ha rovesciato Modibo Keita, e il direttore dei servizi di sicurezza Tiekoro Bagayoko si prende quel locale e diventa il protettore dell’orchestra.
La rivalità fra i due gruppi è musicale e politica insieme. Nel 1974 si affrontano in una competizione e nessuno riesce a dire chi ha vinto.
Ce li siamo passati per giorni cercando di scegliere, e non ne siamo venuti fuori nemmeno noi.
Chi ci è passato dentro
Nel luglio del 1970 entra nel Rail Band un ragazzo albino e timido. Ci resta tre anni, poi passa agli Ambassadeurs: è Salif Keita, nato nel 1949 a Djoliba, a trenta chilometri da Bamako.
A sostituirlo arriva Mory Kanté, che racconta di aver cominciato lì come chitarrista, bassista, batterista e suonatore di balafon. “Tappavo tutti i buchi”, dice. È stato Tidiani Koné a spingerlo a cantare.
Un altro cantante di quegli anni, Makan Ganessy, nel 1976 smette del tutto per motivi religiosi e chiede a Radio Mali di distruggere tutte le sue registrazioni.
Nel 1978 Salif Keita e Mory Kanté se ne vanno tutti e due ad Abidjan a cercarsi un destino migliore, e l’età dell’oro finisce lì.
Il chitarrista Djelimady Tounkara invece è rimasto, e nel Rail Band ci ha fatto quasi tutta la carriera. La misura di quel lavoro sta in un pezzo come “Soundiata l’exil”, che dura ventisette minuti e quarantanove secondi: un’orchestra che aveva tutte le sere dell’anno non aveva nessun motivo di stringere.
Da ascoltare
Fonti
- Music In Africa, L'empire des orchestres du Mali des années 60 à 80: le orchestre nazionali, l'accordo con Barenreiter Musicaphon, le orchestre regionali, il Rail Band, gli Ambassadeurs e le testimonianze di Cheick Tidiane Seck e Mory Kanté
- Mississippi Records, la pagina del disco Rail Band: l'orchestra ufficiale delle ferrovie, cinque sere a settimana, la formazione e la registrazione del 1973
- Ace Records, la scheda del Super Rail Band: la fondazione nel luglio 1970 e il patrocinio del Ministero dell'informazione
- Frank Bessem, Musiques d'Afrique, la scheda del Super Rail Band: la successione dei cantanti e Makan Ganessy