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Ethiopiques, la collana che ha rimesso in circolo la musica etiope

Un disco portato da un viaggio nel 1984, i nastri originali ritrovati ad Atene nel 1997, e una collana che doveva contarne dodici e ne ha fatti ventisette. Come una serie di CD francese ha rimesso in circolo vent'anni di musica di Addis Abeba.

Nell’aprile del 1984 un amico torna ad Addis Abeba e porta indietro un disco di Mahmoud Ahmed. Francis Falceto lo ascolta e reagisce come reagisce chiunque la prima volta: che cos’è questa roba.

Se lo fa prestare e ne ricava delle cassette, le fa girare fra giornalisti musicali che si stupiscono quanto lui, e il mese dopo prende un aereo per l’Etiopia.

Nel 1986 un disco di Mahmoud Ahmed esce in Europa, su Crammed Discs a Bruxelles, ed è lui a curarlo. È la prima pubblicazione all’estero di musica etiope moderna.

Fin qui è la storia di un appassionato fortunato. La parte che conta viene dopo, ed è una storia di documenti, di eredi e di scatole.

I master erano ad Atene

Nel novembre del 1987 Falceto va a Washington per chiudere un accordo di licenza con Amha Eshete, il produttore etiope che possedeva i diritti su gran parte di quella musica degli anni sessanta e settanta.

L’accordo non si chiude. Amha è in esilio e non ha con sé i documenti che servirebbero per rintracciare i dischi e i nastri originali.

Bisogna aspettare la caduta del Derg e il ritorno di Amha in patria perché la ricerca ricominci sul serio. Nel raccontarla, Falceto mette la parola fra virgolette: i master “sacri”.

Il giorno del febbraio 1997 in cui sono potuto andare ad Atene a riprendermi quei pezzi di patrimonio etiope è stato uno dei giorni più felici della mia vita.

I master di Amha Records erano lì, in Grecia. Nell’ottobre del 1997 esce il primo CD della collana Ethiopiques, pubblicata da Buda Musique.

Dodici dischi, poi ventisette

Falceto aveva in mente una dozzina di volumi, non di più.

Poi hanno cominciato a cercarlo altri: Ali Tango della Kaifa Records, che conosceva dal primo viaggio in Etiopia, e Tilahun Gessesse in persona, che lui ricorda come un altro giorno felice.

Nel 2012 i volumi pubblicati erano ventisette, e l’obiettivo dichiarato era arrivare a trentaquattro o trentacinque per chiudere il lavoro. Il perimetro della collana è la musica etiope fra il 1950 e il 1975, cioè fino a quando la scena di Addis Abeba viene chiusa dagli avvenimenti politici.

Ascolta mentre leggi

Mulatu Astatke, Ethiopiques Vol. 4, Ethio Jazz 1969-1974

Le registrazioni originali erano state prodotte da Amha Eshete e da altri fra la fine degli anni sessanta e i primi settanta, in un periodo di apertura che finisce nel 1974.

Il lavoro che non si vede

Una riedizione sembra un atto semplice: prendi i nastri, li pulisci, li stampi. Falceto elenca cosa c’è in mezzo, e l’elenco è la parte più istruttiva di tutta la vicenda.

Cosa comporta rimettere in circolo un disco

Trovare gli autoriRintracciare i parolieri e i compositori giusti, che sui dischi originali spesso non compaiono.
Accreditare i musicistiDare il nome ai musicisti di accompagnamento, che nessuno aveva scritto da nessuna parte.
Sciogliere i dirittiRisolvere i problemi di copyright su registrazioni di trent'anni prima.
Trovare gli aventi dirittoCapire chi deve essere pagato, e dove si trova.

Ci vuole perseveranza e resistenza, dice, e probabilmente un po’ di masochismo.

Sul risultato commerciale è altrettanto diretto: fra l’attenzione dei giornali e il mercato reale c’è un abisso, ed è un mercato di nicchia, cosa che a qualcuno in Etiopia risulta difficile da credere.

Non tutti sono contenti. Falceto racconta di sospetti e accuse, e non ne fa mistero: il fatto che a occuparsi per decenni di quel patrimonio sia uno straniero ha generato malumori.

La sua risposta è la parte meno eroica e più onesta della storia: l’ha fatto perché non vedeva nessun altro, etiope o straniero, che avesse intenzione di farlo, e sarebbe stato ben contento di comprarsi una collana già pronta fatta da qualcun altro.

Cosa resta

Restano ventisette volumi e passa, e una generazione di ascoltatori che ha conosciuto Mulatu Astatke, Mahmoud Ahmed e Tilahun Gessesse attraverso una serie di CD francesi con la copertina uguale.

Ce li siamo messi in fila una sera per capire se dietro quella grafica identica ci fosse una collana o soltanto un catalogo. Il volume ventuno è un piano solo di Emahoy Tsege Mariam Gebru: dentro la stessa copertina ci sta anche quello.

Una riedizione non è un atto neutro. Decide cosa torna disponibile e cosa resta nella scatola, e lo decide qualcuno, con un nome e un indirizzo.

Da ascoltare

Mulatu Astatke - Ethiopiques, Vol. 4: Ethio Jazz 1969-1974
Mahmoud Ahmed - Erè mèla mèla
Tlahoun Gessesse - Ethiopiques, Vol. 17: Tlahoun Gèssèssè
Emahoy Tsege Mariam Gebru - Ethiopiques, vol. 21: Emahoy (Piano Solo)

Fonti

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