Genere Genere: Elettronica
Il balearic è nato da un orario sbagliato
All'Amnesia il disc jockey non riusciva a mixare, i giradischi non tenevano la velocità e il club era vuoto. Alfredo Fiorito ha spostato l'apertura all'alba, e quello che è successo dopo l'Inghilterra se lo è portato a casa.
Nell’estate del 1984 l’Amnesia apriva a mezzanotte e chiudeva alle cinque, e dentro non c’era quasi nessuno.
Il disc jockey era un argentino arrivato sull’isola nel 1976, in fuga dalla dittatura. In Argentina organizzava concerti e scriveva su un giornale di cui la sua famiglia possedeva una quota. A Ibiza aveva fatto candele, poi vestiti, poi era fallito.
Aveva trovato il suo primo mixer nell’inverno del 1982, dietro il bancone di un bar. Doveva servire da bere e mettere anche la musica.
Di quel mixer ha raccontato una cosa sola: aveva scoperto che si poteva passare da un disco all’altro con i controlli del volume. Diceva che gli era sembrato un miracolo e che si divertiva come un bambino.
Prima di lui all’Amnesia suonava un disc jockey che la gente chiamava Freddy: Joe Jackson, gli Specials, i Madness, i Rolling Stones, Pink Floyd. Alfredo Fiorito la riassume così: musica bianca, molto bianca. Quando è entrato lui ha deciso di mescolare tutto.
Nessuno alle due, tutti alle sei
Il club vuoto non si riempiva. Così hanno spostato l’orario: non più mezzanotte, ma le sei del mattino fino a mezzogiorno.
In una settimana era pieno.
Il pubblico che arrivava a quell’ora era quello che aveva già finito la notte altrove, più chi lavorava negli altri locali. Italiani, francesi, spagnoli, sudamericani, tedeschi, e tre o quattro inglesi.
Per tenerli insieme in pista serviva un disco che parlasse a tutti, e non esisteva. Serviva mescolare.
Nel 1985 l’apertura si assesta alle tre, la sala è piena verso le quattro e mezza, e il sabato si va avanti fino alle due del pomeriggio. Fuori non c’era altro aperto.
I giradischi non tenevano la velocità
C’è una ragione tecnica dietro l’eclettismo, ed è meno romantica di come viene raccontata di solito.
I giradischi dell’Amnesia avevano i contrappesi appesi e non permettevano di regolare la velocità. Non si poteva accordare un disco all’altro. Alfredo lo dice senza giri: era un altro motivo per cui non riuscivano a mixare.
Non contava i tempi. A insegnarglielo è stato Marco Trani, un disc jockey italiano con cui lavorava d’inverno; i numeri dei battiti li leggeva nelle recensioni di James Hamilton su una rivista inglese, e alla fine si è comprato un contatore Numark.
Il metodo che ne è uscito è questo: contare fino a trentadue e far entrare l’altro disco sul tempo giusto, anche quando le velocità erano diverse.
I Technics 1200 arrivano nell’estate del 1985 o del 1986. A quel punto la scelta di mescolare era già una forma, non un ripiego.
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I dischi che in Inghilterra non si trovavano
Qui sta il punto che di solito sparisce dal racconto.
D’inverno Alfredo andava in Germania a trovare il figlio, passando dall’Italia. Comprava nei magazzini all’ingrosso, e in Svizzera c’era un importatore italiano di roba fuori catalogo.
Sono dischi usciti per case tedesche, italiane e francesi. In Inghilterra non arrivavano.
Ho cancellato la divisione fra musica nera e musica bianca, e quella fra musica da concerto e musica da discoteca. Ho messo tutto insieme.
Nel 1987 all’Amnesia arrivano quattro disc jockey inglesi: Danny Rampling, Paul Oakenfold, Nicky Holloway e Johnny Walker. Tornati a Londra, aprono i loro locali.
Gli inglesi venivano dal rare groove e dal soul, dove il pop non era ammesso. All’Amnesia potevano ballare gli U2, i Waterboys, i Woodentops senza doversi giustificare.
Quando Alfredo è andato a suonare a Londra per la prima volta, ha scoperto che stavano suonando i suoi dischi. Dice che Rampling aveva provato a comprarli a Ibiza senza dirglielo, e che nessuno gliel’aveva chiesto: se glielo avessero chiesto, li avrebbe fatti vedere.
Il resto era una lista
I venticinque dischi dell’Amnesia li ha scelti Alfredo stesso, nel 2014, e li ha commentati uno per uno.
Si apriva con E2-E4 di Manuel Göttsching, un’ora sola registrata in una notte, che nel 1984 non era musica da discoteca. Si chiudeva con il tema della Pantera Rosa di Henry Mancini, che la prima volta è stata una sorpresa anche per lui.
In mezzo c’erano Nina Simone, Gilberto Gil, Prince, i Depeche Mode dal vivo, Barry White, Paco de Lucía.
Cinque dischi della lista, con la ragione che ci ha messo accanto Alfredo
| Manuel Göttsching, E2-E4 | Il disco perfetto per quando si aprivano le porte. Serviva a mettere le cose a posto. |
|---|---|
| Atahualpa 1530, Andino | Un pezzo chiave in tutti i suoi set: cambia andatura, e permette di passare dal lento alla house. |
| The Housemaster Boyz, House Nation | Il disco house più importante dell'Amnesia. Quasi nessuno capiva le parole: la sala sentiva «Amnesia» al posto di «House Nation», e certe notti lo cantava più forte del disco. |
| Enzo Avitabile, Black Out | Trovato in un magazzino a Milano, insieme a Leo Mas, e diventato un pezzo grosso del club. |
| Grace Jones, La Vie en rose | Una sera Grace Jones gli chiede di non mettere i suoi pezzi mentre lei è lì. Lui continua, perché non l'aveva riconosciuta, e nemmeno gli altri. |
Ci siamo messi ad ascoltarla in fila, quella lista, e per la prima mezz’ora non capisci dove stia andando: è esattamente il punto.
Una cosa di marketing
Alfredo Fiorito è morto il 24 dicembre 2024, a settantun anni.
Sulla parola balearic, quando gliela mettevano davanti, rispondeva che era una faccenda di marketing. Diceva di aver messo la sua musica e di aver cercato di far funzionare quella pista, e di non aver mai pensato di stare creando qualcosa.
Vale la pena prenderlo sul serio. Un club vuoto, un orario spostato per disperazione, giradischi che non si accordavano e una scorta di dischi che arrivava dal continente: da qui esce il modo di mettere musica che l’Inghilterra si è portata a casa nel 1987.
Il periodo migliore, per lui, non è quello che poi è diventato famoso. Sono l’84, l’85 e l’86.
Da ascoltare
Fonti
- Ban Ban Ton Ton, intervista ad Alfredo Fiorito (primavera 2014, ripubblicata alla sua morte): l'arrivo a Ibiza, il bar Bebop, la residenza del 1984, i giradischi senza pitch e i dischi comprati sul continente
- Ban Ban Ton Ton, i venticinque dischi dell'Amnesia scelti e commentati da Alfredo stesso per la stessa intervista
- Amnesia Ibiza, la scheda ufficiale del club su Alfredo: l'ingaggio del 1983, la residenza dell'anno dopo e la terrazza all'aperto
- Resident Advisor, la notizia della morte di Alfredo Fiorito, 24 dicembre 2024