Selezione Genere: Hip hop

Dieci album essenziali del turntablism

Dieci dischi americani usciti fra il 1995 e il 2000, messi in fila per etichetta. Guardati dai numeri di catalogo dicono una cosa che le copertine non dicono: molti non sono album, e quattro su dieci non li troviamo su Spotify.

Guarda il numero di brani prima di guardare i titoli. Ventidue, trenta, trentuno, ventuno.

Un disco pop ne ha dieci o dodici perché una canzone dura quattro minuti. Qui l’unità di misura non è la canzone, è la routine: un giro di novanta secondi con dentro un’idea sola.

Questi sono dieci dischi americani usciti fra il 1995 e il 2000, raggruppati per etichetta. Alcuni non sono album nel senso normale della parola, e uno non è nemmeno musica da ascoltare.

Ascolta mentre leggi

Bomb Hip-Hop Records, 1995, numero di catalogo L-44955.

Due su Bomb Hip-Hop

Various, Return of the DJ Vol. 1 (L-44955, 1995). Dodici pezzi, dodici dj, e l’etichetta l’aveva aperta un dj, Dave Paul.

DJ Faust, Man or Myth? (BHH 2007, 1998). Trentun pezzi su un long playing solo, il che vuol dire una media sotto i due minuti.

Tre su Asphodel

The X-Ecutioners, X-Pressions (Asphodel 0977, 1997). Ventidue pezzi.

Mix Master Mike, Anti-Theft Device (ASP 0985, 1998). Trenta pezzi.

Rob Swift, The Ablist (0993-2, 1999). Ventuno pezzi.

Tre dischi, tre anni di fila, e i numeri di catalogo distano esattamente otto l’uno dall’altro. La Asphodel, dice la sua scheda, era nata nella baia di San Francisco e aveva legami forti con New York.

Due sulle etichette dei dj stessi

DJ Q-Bert, Wave Twisters (Galactic Butt Hair Records, GBH-0007-1, 1998). Diciotto pezzi. La Galactic Butt Hair era una società degli Invisibl Skratch Piklz, cioè del gruppo di cui Q-Bert faceva parte.

Invisibl Skratch Piklz, The Shiggar Fraggar Show! Vol. 1 (Hip Hop Slam, HHS-015 CD, 2000). Ventitré pezzi.

Due che non si ascoltano, si usano

The Turntablist, Super Duck Breaks …The Saga Begins (Stones Throw, STH 2004, 1996). Dieci solchi, e i titoli dicono cosa sono: Ragamuffin Break, Scratch Sentence One, Freestyle Beat, Jack Of Braex.

Non è un disco che finisce in una scaletta. È materiale da mettere sotto la puntina di un altro giradischi.

Beat Junkies, The World Famous Beat Junkies Volume 1 (PR Records, PRR54280, 1997). Ventun pezzi, e la scheda lo registra come compilation mixata invece che come album.

Uno uscito a Londra

DJ Shadow, Endtroducing… (Mo Wax, MW059, 16 settembre 1996). Quattordici pezzi. È l’unico di questo elenco a uscire su un’etichetta inglese, e infatti è anche quello che tutti conoscono.

Quello che non si trova

Quattro di questi dieci non li troviamo su Spotify: X-Pressions, The Ablist, Super Duck Breaks e il primo volume dei Beat Junkies.

È una nostra ricerca e non un’assenza dichiarata da nessuno. Ma il taglio è netto e va in una direzione sola: quello che manca è la parte fatta per il vinile e per chi il vinile lo suonava.

Quello che dicono i cataloghi

Un catalogo che sale di otto ogni anno. Una serie numerata al contrario. Un long playing con trentun tracce.

Sono tutti segni della stessa cosa. Questi dischi non venivano progettati come oggetti da negozio, venivano stampati per essere usati, e la contabilità li seguiva come poteva.

Da ascoltare

Various Artists - Return of the DJ Vol. 1
DJ Faust - Man or Myth?
Mix Master Mike - Anti-Theft Device
DJ Qbert - Wave Twisters, Episode 7 Million
Invisibl Skratch Piklz - The Shiggar Fraggar Show! Vol. 1
DJ Shadow - Endtroducing.....

Fonti

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