Selezione Genere: Elettronica
Dieci album da conoscere del trip hop
Dieci dischi britannici usciti fra il 1990 e il 1998, messi in fila attorno a una data: giugno 1994, quando una rivista di Londra inventa la parola trip hop per recensire un dodici pollici americano. Tre di questi dischi erano già usciti.
La parola ha una data di nascita e un indirizzo. Giugno 1994, Londra, le pagine di Mixmag: Andy Pemberton scrive “trip hop” recensendo In/Flux, un dodici pollici di DJ Shadow uscito su Mo’ Wax.
DJ Shadow è californiano. La parola che avrebbe descritto Bristol per i dieci anni successivi nasce dunque a Londra, per un disco americano, e chi a Bristol ci stava non l’ha mai accettata.
Questi sono dieci dischi britannici usciti fra il 1990 e il 1998. Non sono in ordine di merito: sono messi attorno a quel mese, tre prima e sette dopo.
Ascolta mentre leggi
Prima che la parola esistesse
DJ Food, Jazz Brakes Volume 1 (Ninja Tune, zen 2, ottobre 1990). Sedici tracce sul long playing. È la seconda uscita in assoluto della Ninja Tune, che i Coldcut avevano aperto quell’anno.
Su Spotify non lo troviamo, e non è un caso isolato: della serie Jazz Brakes non c’è nessun volume.
Massive Attack, Blue Lines (Circa, WBRLP 1, 8 aprile 1991). Nove pezzi. La sigla del catalogo è WB, cioè Wild Bunch, il sound system da cui il gruppo era uscito.
Nightmares on Wax, A Word of Science (Warp, WARP LP4, 16 settembre 1991). Porta il quarto numero della serie album della Warp di Sheffield, tre anni prima che a qualcuno venisse in mente come chiamare questa roba.
Giugno 1994
Poi arriva la parola, e nel giro di due anni ci finisce dentro tutto quello che ha una batteria lenta e un basso pesante.
Geoff Barrow dei Portishead, molto più tardi: “When I first heard somebody call us trip-hop, I hated it.” Aggiunge che quella cosa non era trip hop, era musica soul britannica, e che l’etichetta l’avevano messa a Bristol delle persone di Londra.
Dopo che la parola esisteva
Portishead, Dummy (Go! Beat, 22 agosto 1994). Esce due mesi dopo la recensione di Mixmag. Il gruppo prende il nome da un paese sulla costa, otto miglia a ovest di Bristol.
Tricky, Maxinquaye (4th & Broadway, BRLP 610, 20 febbraio 1995). Dodici pezzi. Tricky è nato a Bristol nel gennaio del 1968 e prima di questo disco era uno dei primi collaboratori dei Massive Attack.
Smith & Mighty, Bass Is Maternal (More Rockers, ZLPKR002, 1995). Quindici pezzi. Nei crediti il logo lo firma 3D, cioè Robert Del Naja dei Massive Attack: a Bristol si prestavano anche le mani.
Morcheeba, Who Can You Trust? (Indochina, ZEN009CD, 1 aprile 1996). Dodici pezzi. La sigla ZEN sul numero di catalogo è dell’Indochina e non c’entra niente con quella della Ninja Tune: due etichette diverse, due prefissi identici.
Sneaker Pimps, Becoming X (Clean Up, 1996). Undici pezzi. Chris Corner e Liam Howe si erano messi insieme a Hartlepool, sulla costa nord orientale, dalla parte opposta dell’isola rispetto a Bristol.
Alpha, Come from Heaven (Melankolic, DGSAD 2, 1997). Tredici pezzi, e questi da Bristol ci vengono davvero. La Melankolic era dei Massive Attack, aperta nel settembre del 1996 e mandata avanti dal loro manager Marc Picken.
Massive Attack, Mezzanine (Circa, WBRLP4, 20 aprile 1998). Undici pezzi.
Quello che dicono i cataloghi
Fra Blue Lines e Mezzanine passano sette anni e tre numeri di catalogo: da WBRLP 1 a WBRLP4.
La Wild Bunch come etichetta i Massive Attack l’avevano lasciata a metà anni novanta. La sigla no: hanno continuato a numerare i dischi come se quella casa esistesse ancora, su un’etichetta che si chiamava Circa.
È il contrario di quello che ha fatto la parola trip hop. Una sigla che il gruppo si è tenuto addosso da solo, contro un nome che gli è stato messo addosso da fuori e che non ha mai voluto.
Chi non era di Bristol
Le schede dei gruppi dicono Bristol per Massive Attack, Portishead, Tricky e Alpha. Sono cinque dischi su dieci, contando le due uscite dei Massive Attack.
Gli altri cinque vengono da altrove. La Ninja Tune era di Londra, la Warp di Sheffield, i Sneaker Pimps si erano formati a Hartlepool.
Il suono aveva un indirizzo, la parola ne aveva un altro, e i dischi erano sparsi per l’isola già prima che qualcuno decidesse come chiamarli.
Da ascoltare
Fonti
- MusicRadar, intervista a Geoff Barrow dei Portishead
- Far Out Magazine, What is trip-hop and where did it originate?
- Discogs, DJ Food - Jazz Brakes Volume 1, Ninja Tune zen 2
- Discogs, Massive Attack - Blue Lines, Circa WBRLP 1
- Discogs, Nightmares on Wax - A Word of Science, Warp LP4
- Discogs, Portishead - Dummy, Go! Beat 828 522-1
- Discogs, Tricky - Maxinquaye, 4th & Broadway BRLP 610
- Discogs, Smith & Mighty - Bass Is Maternal, More Rockers ZLPKR002
- Discogs, Morcheeba - Who Can You Trust?, Indochina ZEN009CD
- Discogs, Sneaker Pimps - Becoming X, Clean Up 841826 2
- Discogs, Alpha - Come from Heaven, Melankolic DGSAD 2
- Discogs, Massive Attack - Mezzanine, Circa WBRLP4
- Discogs, la scheda dell'etichetta Ninja Tune
- Discogs, la scheda dell'etichetta Melankolic
- Discogs, la scheda dell'etichetta Wild Bunch Records
- Discogs, Bogus Order, cioè Jonathan More e Matt Black