album Genere: Indie

You Are Spring! di Tasha, canzone per canzone

Undici brani scritti fra Chicago e New York e registrati a Los Angeles. Quick!, che dà il nome all'anteprima uscita tre settimane prima, è quello che li chiude.

Il 3 giugno 2026 esce Quick!, che su Spotify raccoglie quattro canzoni. Non è un album: è la porta d’ingresso.

L’album vero arriva tre settimane dopo, il 26 giugno, e si chiama You Are Spring!. Undici brani, il quarto disco di Tasha, su Bayonet Records. Quick! è l’ultimo della fila, quello che chiude.

Chi ha ascoltato quelle quattro canzoni ha sentito l’inizio, la seconda, la sesta e la fine. Qui ci sono tutte e undici, una per una, nell’ordine in cui stanno sul disco.

Chi c'è dentro

Tasha
Tasha Viets-VanLear, cantautrice nata e cresciuta a Chicago, oggi a New York. Ha esordito con Alone at Last nel 2018 e ha pubblicato Tell Me What You Miss the Most nel 2021 per Father/Daughter Records.
Gregory Uhlmann
Produttore e chitarrista di Los Angeles, al secondo disco con Tasha. Suona negli SML, in duo con Meg Duffy e ha passato anni con i Perfume Genius.
Jamila Woods
Cantante e poeta di Chicago. Lei e Tasha leggevano poesie agli stessi open mic della città quando erano adolescenti.
L'Rain
Il progetto di Taja Cheek, musicista di Brooklyn. Canta insieme a Jamila Woods e Tasha nella traccia di apertura.
Illinoise
Il musical di danza tratto da Illinois di Sufjan Stevens, diretto e coreografato da Justin Peck. Quattro candidature ai Tony e il premio per la migliore coreografia. Tasha era in scena nel ruolo di Nacna.

Il titolo viene da una poesia del 1987

Gwendolyn Brooks scrisse To the Young Who Want to Die dopo una colazione in albergo. Aveva quasi settant’anni, salutò un giovane cameriere con un “buongiorno”, e quello quasi si mise a piangere: “Grazie, grazie”.

La poesia esce nel 1987 nella raccolta The Near-Johannesburg Boy and Other Poems. Comincia con tre parole isolate, “Sit down. Inhale. Exhale.”, e finisce con il verso che dà il titolo al disco: “Remember, green’s your color. You are Spring.”

Tasha conosceva quella poesia da anni. Racconta di non essere riuscita a togliersela dalla testa mentre scriveva, e di aver dovuto decidere se fosse suo diritto usarla.

È un modo per dire che sei la cosa che gli altri stanno aspettando.
Tasha, su cosa vuole dire il titolo

Registrato a Los Angeles, in fretta

Il disco è stato fatto nello studio che Gregory Uhlmann ha attaccato a casa sua, con un giardino intorno. Tempo poco: molte tracce Uhlmann le ha registrate da solo e mandate.

Le voci sono state incise in New Jersey, a Princeton, perché gli orari non combaciavano. Missaggio e mastering di Dave Vettraino, a Chicago. Buona parte del disco è suonata su chitarre con corde di nylon, che Uhlmann ha in quantità.

Gli ascolti condivisi in studio erano samba e bossa nova brasiliani vecchi: Milton Nascimento, Gal Costa. Tasha dice che registrato a Brooklyn questo disco non suonerebbe così.

Chi suona cosa

Tasha Viets-VanLearTutte le canzoni, voce, chitarra, clarinetto. Coproduzione con Uhlmann.
Gregory UhlmannChitarra, basso, pianoforte, sintetizzatori. Produzione.
Tim CarrBatteria e percussioni.
Domenica FossatiFlauto, registrato da Elenna Canlas a Brooklyn.
Mari RubioArchi.
Jamila Woods e Taja CheekVoci su Spring.
Jason AgelRegistrazione delle voci, a Princeton.
Dave VettrainoMissaggio e mastering, a Chicago.

Come è nato, per date

Timeline cliccabile

2024

Illinoise e il trasloco

Tasha è in scena a Broadway nel ruolo di Nacna. Nell'appartamento del West Village dove alloggia scrive Summer. Finito lo spettacolo lascia Chicago e si trasferisce a New York.

nov 2024

Un novembre a ventuno gradi

Scrive Ending in una giornata anomala, subito dopo il trasloco, mentre arrivano le notizie dalla Palestina.

primavera 2025

La prima primavera in una città nuova

Scrive quasi tutti i brani nella stanza con la finestra sulla scala antincendio, guardando il tramonto verso Lower Manhattan e Brooklyn.

mag 2025

Los Angeles

Comincia a registrare con Gregory Uhlmann senza avere ancora né la traccia di apertura né il titolo.

giu 2025

Quick! e Spring

Quick! nasce seduti su una coperta al sole. Spring nasce da un promemoria vocale, sulla poesia di Gwendolyn Brooks che le tornava in mente.

set 2025

Nantucket

A una residenza di scrittura scrive Perfect e Porous, gli ultimi due brani, poco prima di tornare a Los Angeles a finire il disco.

3 giu 2026

Quick!, quattro canzoni

Esce l'anteprima che raccoglie Quick!, Spring, Clarion e Summer.

26 giu 2026

You Are Spring!

Esce l'album completo su Bayonet Records, in vinile giallo.

1. Spring

Un minuto e quindici secondi di sole voci. Tasha, Jamila Woods e Taja Cheek si sovrappongono a cappella, senza strumenti sotto.

Il testo viene direttamente da Brooks: “Don’t die now / There’s life to be found now”. Era nato come promemoria vocale e Tasha non era sicura che entrasse nel disco.

Poi ha capito che non era un pezzo incompiuto. Era già finito così, solo voce, come le poesie che leggeva agli open mic di Chicago da ragazza.

Ascolta mentre leggi

Tasha, Spring (con Jamila Woods e L'Rain)

2. Clarion

Clarion è una cittadina della Pennsylvania che si incontra guidando fra Chicago e New York. Tasha ha fatto quel viaggio sei volte in un anno, e il nome le è rimasto addosso.

Il verso è “Always goodbye, always time to go / Clarion, I’m halfway home”. Il punto è proprio l’ambiguità: a metà strada da casa, ma casa in quale delle due direzioni.

È stato ascoltando questo brano, dice, che ha capito di che cosa parlasse il disco.

Tasha, Clarion

3. Perfect

Scritto a settembre 2025, a una residenza di scrittura a Nantucket, quando la stagione stava già girando di nuovo.

Dentro c’è la luce che cambia: “I’m falling for the changing season’s light”. E una riga che smonta l’idea eroica di chi insegue qualcosa: “I’m not brave, I’m not tough, I just need to see a dream come true somehow”.

Chiude sul crepuscolo: “When dusk comes on and I find myself all alone / I feel small but perfect and beautiful”.

Tasha, Perfect

4. Promise

Qui la città entra per frammenti. “Kissing outside of the subway reminds me I’m young”, e poi “The city in summer is hungry and hot and alive”.

C’è anche la dichiarazione più diretta del disco sul clima e sul corpo: “I’m at my best when the air is sticky on my skin”.

Nel brano entra il clarinetto. Tutto il clarinetto del disco lo ha registrato Tasha.

Tasha, Promise

5. Ending

Quinta traccia su undici, ed è il pezzo scritto appena dopo il trasloco a New York.

Tasha lo racconta così: era un giorno di novembre anomalo, ventuno gradi, e arrivava l’ennesima ondata di notizie dalla Palestina. Un giorno “normale”, dice, di quelli che si ricevono di continuo.

Voce nuda e accordi di pianoforte quasi da inno. “All the things we love the most, all the worlds we’ve built”: e poi la domanda se resterà solo il senso di colpa per non aver fatto meglio.

Tasha, Ending

6. Summer

L’unico brano scritto prima del trasloco vero e proprio, nel piccolo appartamento del West Village dove Tasha stava durante le repliche di Illinoise.

Il testo funziona per accumulo di oggetti: champagne sotto il portico, un oceano che luccica, una vecchia chitarra accordata come piace a lei.

Non c’è una scena unica, c’è un elenco. È il modo di scrivere che ritorna anche in Lucky.

Tasha, Summer

7. Lucky

Comincia in modo quasi piatto: “Lucky me, I’m alive / Out my window I see sky”. Vedere il cielo dalla finestra, messo in conto come fortuna.

Poi la lista: sorrisi a sconosciuti, una telefonata di sua madre, un traghetto, una persona giusta arrivata nel momento sbagliato.

Sembra qualcuno che si ripete quanto va bene la sua vita mentre sente arrivare qualcosa che la incrinerà.

Tasha, Lucky

8. Actor

Tre minuti e sei secondi, il pezzo più corto dopo l’apertura. Qui Tasha smette di catalogare e racconta.

“I’m an actor paid / Just to make you happy / But I think I could stay / If you really want me”. La finzione professionale usata per guardare i gesti che si continuano a fare dentro un amore ormai vuoto.

È l’unica canzone del disco che si tiene addosso una maschera fino alla fine.

Tasha, Actor

9. Special

Questo brano esiste perché Tasha voleva suonare il clarinetto. Lo aveva noleggiato da poco, aveva preso due lezioni in tutto e imparava da sola.

Suonava da due mesi e conosceva poche note, quindi ha scritto degli accordi di chitarra che le permettessero di suonarci sopra. La canzone è nata come veicolo per lo strumento.

Dentro c’è la riga sui tramonti visti dalla scala antincendio: “The sunsets still dazzle everyone”.

Tasha, Special

10. Porous

L’ultimo brano scritto in assoluto, a Nantucket, insieme a Perfect.

Tasha dice che è il pezzo che rappresenta meglio tutto quell’anno: le persone che mancano, gli amanti andati e venuti, il tramonto sopra una città che imparerà ad amare, la corsa verso un sogno con la paura ancora attaccata.

E una riga sola che tiene tutto: “My future’s all mine”.

Tasha, Porous

11. Quick!

Cinque minuti e diciotto secondi, il brano più lungo. Scritto a giugno 2025, seduti su una coperta al sole.

La voce sale in una scala che ricorda il fraseggio di Stephen Sondheim, sopra accordi che stridono, con il fruscio delle dita che scivolano sul manico e una grana da cassetta. “Quick! See how this beauty rushes by?”

Poi il pezzo si smonta e finisce in una ninna nanna: “Little girl asleep, tell me what you dream”. Tasha dice che pensava alle sue due nipoti piccole, e insieme a se stessa da bambina.

Tasha, Quick!

Perché finisce dove finisce

Il disco parte da una poesia che dice a un ragazzo di non morire oggi e arriva a una ninna nanna cantata a una bambina di due anni.

In mezzo ci sono un trasloco, sei viaggi in macchina, un novembre troppo caldo, un clarinetto noleggiato e una finestra su cui contare i tramonti.

Quick! sta in fondo perché è il punto in cui la domanda cambia. Non più che cosa si è lasciato indietro, ma a chi si sta lasciando qualcosa.

Da ascoltare

Tasha - You Are Spring!

L'artista

Tasha

Fonti

Ne parlano su Reddit