Canzone Genere: Indie
Human Sadness: undici minuti costruiti su quattro accordi tolti a un requiem
Nel 2014 i Voidz pubblicano come primo singolo un pezzo di quasi undici minuti, fondato su un campione del Requiem di Mozart. Sotto c'è un lutto che non viene mai nominato.
Un singolo di undici minuti non è un singolo. È una richiesta.
Il 2 settembre 2014 i Voidz presentano così il loro esordio: “Human Sadness”, dieci minuti e cinquantasette secondi, prima cosa che il gruppo fa sentire di sé. Tre settimane dopo, il 23 settembre, esce l’album Tyranny su Cult Records, dove il pezzo sta in quarta posizione.
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Quattro accordi tolti a un requiem
La base del brano sono quattro accordi campionati dal Requiem in re minore di Mozart, l’opera che il compositore lasciò incompiuta.
A portare il campione in studio è stato il batterista Alex Carapetis. Casablancas lo ha ascoltato e ha cominciato a scriverci sopra le melodie.
La scelta non è una citazione colta messa lì per decorare. Un requiem è musica scritta per i morti, e il pezzo nasce dentro un lutto preciso.
Il lutto che non viene nominato
John Casablancas, fondatore dell’agenzia di moda Elite, muore di cancro il 20 luglio 2013 a Rio de Janeiro. Aveva settant’anni. Era il padre di Julian, e da tempo i due erano distanti.
Nel testo non si trova il racconto di quella morte. Non c’è un nome, non c’è una data, non c’è una scena al capezzale.
Quel conforto che non sapevi di avere non c’è più: non c’è più nessuno a cui chiedere, da uomo, e questo lascia il segno.
Così Casablancas ha descritto la perdita, un anno dopo l’uscita del disco, parlando del video. La immagina come il tetto di casa che se ne va.
Al posto del racconto, nel brano torna una frase adattata da Rumi, il poeta che Casablancas indica come il suo preferito: oltre le idee di giusto e sbagliato c’è un campo, e lì ci incontreremo.
Cosa succede dentro gli undici minuti
Il pezzo non ha la forma strofa-ritornello a cui Casablancas aveva abituato chi lo seguiva. Procede per blocchi che si sostituiscono l’uno all’altro.
Gli elementi in campo
| Il campione | I quattro accordi del Requiem, ripetuti sotto tutto il resto come una base che non si consuma. |
|---|---|
| Ritmi da otto bit | La ritmica gracchia come una console vecchia, e quel timbro tiene insieme tutto il disco. |
| La voce in falsetto | Sale e resta lassù per lunghi tratti, tra l'intimità di un cantante da cabaret e il tuono di un rocker da stadio. |
| La registrazione | Shawn Everett firma un suono sporco di proposito, da stanza e non da studio grande. |
Cosa ne è rimasto
Un pezzo di undici minuti non entra in nessuna programmazione radiofonica. Il gruppo lo ha messo davanti a tutto lo stesso.
Nel maggio 2015 il brano diventa un cortometraggio di tredici minuti, diretto da Warren Fu con Nicholas Goossen e il duo Wiissa.
Resta un pezzo che chiede undici minuti per dire una cosa sola, e la dice senza mai pronunciarla. Il requiem sta nella struttura, non nelle parole.
Da ascoltare
L'artista
The Voidz
Fonti
- Stereogum, Julian Casablancas + The Voidz, Human Sadness
- Confluence (Gallatin, NYU), Vivien Yue, Human Sadness
- Vice, Watch Julian Casablancas + The Voidz New Short Film for Human Sadness
- The Boston Globe, John Casablancas, modeling visionary founded Elite agency
- Consequence, Album Review: Julian Casablancas + The Voidz, Tyranny
- Bandcamp, Julian Casablancas+The Voidz, Tyranny