Genere Genere: French touch
Il suono della french touch, macchina per macchina
Un mixer Mackie a dodici canali, un campionatore con dieci secondi di memoria e un compressore da rack che costava poco: con questo si fa il disco francese più famoso degli anni novanta. Alan Braxe ha raccontato quali macchine ci sono dentro, una per una.
Alan Braxe, che all’anagrafe è Alain Quême, comincia con tre oggetti. Un mixer Mackie a dodici canali, un compressore Alesis 3630 e un vecchio campionatore Casio, l’FZ-1.
Ha venticinque anni, ha appena fallito l’università e finito il servizio militare, e si dà un anno di tempo prima di cercarsi un lavoro vero.
Su quel Casio impara a campionare. Poi arriva l’E-mu SP-1200, che è la macchina che non venderà mai.
Dieci secondi di memoria, e come si spendono
L’SP-1200 campiona dieci secondi in tutto. Braxe racconta di aver imparato lì la cosa che gli è rimasta: con dieci secondi ci fai un pezzo intero, se decidi come spenderli.
Tre secondi per la batteria, il resto per i giri e per le voci.
Puoi fare un album intero con queste macchine, un mixer e un compressore hardware.
Non è nostalgia da collezionista. È il vincolo che decide la forma del pezzo: se la memoria finisce, la batteria la devi prendere da un’altra parte, e quella scelta si sente nel disco.
Cosa c’è dentro “Music Sounds Better With You”
Il pezzo nasce quattro mesi dopo il primo singolo di Braxe su Roulé, l’etichetta di Thomas Bangalter, e viene registrato nello studio di Bangalter con Benjamin Diamond alla voce.
Il giro di partenza è campionato da un disco di Chaka Khan del 1981, “Fate”.
Le macchine del pezzo, secondo chi lo ha fatto
| E-mu SP-1200 | Occupato per intero dal campione di Chaka Khan. Da qui in poi la memoria è finita. |
|---|---|
| Roland 909 | La batteria, che nel campionatore non ci stava più. |
| Korg Trident | Il giro di basso. |
| Fender Rhodes | C'è, ma si sente appena. |
| Ensoniq ASR-10 | Usato come se fosse un computer: le sezioni del pezzo su tasti diversi, e l'arrangiamento si suona. |
| Alesis 3630 | Uno sulla voce di Benjamin Diamond, un altro sul bus principale di tutto il pezzo. |
E basta, dice lui. È tutta lì la lista.
Ascolta mentre leggi
Il compressore che ha fatto il suono di una scena
L’Alesis 3630 è un compressore economico da rack, e Braxe lo ha usato per dieci anni per schiacciare i suoni oltre il ragionevole e ottenere quella pompata che tutti riconoscono.
Nell’intervista del 2009 lo dice con una certa insofferenza: tutti sanno che è il tipico suono francese, e lui ne ha abbastanza. Il problema, spiega, è che quel compressore decide come mixa: sa già che alla fine tutto verrà schiacciato lì dentro, e quindi ascolta il mix in funzione di quello.
È la frase più onesta che si possa leggere sul suono di una scena. Non è un gusto: è una macchina che condiziona ogni decisione a monte.
Quello che hanno deciso di non fare
Dopo “Music Sounds Better With You” il trio incide altre cinque o sei demo come Stardust. Non escono, e la decisione è deliberata: meglio che quel nome resti un disco solo.
Braxe dice che il successo è arrivato troppo in fretta e che a proteggerlo sono stati Bangalter e la Roulé. Poi è tornato in studio a imparare.
Il metodo, riassunto da lui vent’anni dopo, sta in una riga: togliere. Cassa, rullante, charleston, basso, un tappeto, e hai finito.
Da ascoltare
Fonti
- MusicRadar, intervista ad Alan Braxe con visita allo studio: le prime macchine comprate, i dieci secondi dell'SP-1200, la costruzione di Music Sounds Better With You e il compressore Alesis 3630
- Attack Magazine, intervista ad Alan Braxe: SP-1200, Ensoniq ASR-10, Roland S-760 e i dieci anni di Alesis 3630 usato per sovracomprimere