Selezione Genere: Jazz
Dieci dischi iconici della Blue Note
Dieci dischi incisi fra il 1957 e il 1965, messi in fila per indirizzo. Da una parte il salotto dei genitori di Rudy Van Gelder a Hackensack, dall'altra lo studio costruito apposta a Englewood Cliffs. Fra i due passano diciannove giorni.
Quasi tutti i dischi di questo elenco portano lo stesso nome nei crediti tecnici, che è quello di Rudy Van Gelder. Ma non escono dalla stessa stanza.
Van Gelder ha registrato per anni nel salotto dei suoi genitori, a Hackensack nel New Jersey. Poi si è costruito uno studio apposta a Englewood Cliffs, pochi chilometri più in là.
Questi sono dieci dischi in ordine di indirizzo. Le date di seduta stanno tutte nella discografia Blue Note, sessione per sessione.
Hackensack, il salotto
Johnny Griffin, A Blowing Session. Seduta del 6 aprile 1957. Nella stanza ci sono tre sassofoni tenori insieme, il che dice qualcosa su quanto fosse piccola la faccenda e quanto grosso il suono.
Paul Chambers, Bass on Top. Del 14 luglio 1957. Il contrabbasso sta davanti invece che dietro, e per registrarlo così nel 1957 serviva sapere dove mettere il microfono.
Sonny Clark, Cool Struttin’. Seduta del 5 gennaio 1958. Esce come BLP 1588.
Ascolta mentre leggi
Hank Mobley e Lee Morgan, Peckin’ Time. Del 9 febbraio 1958, un mese e quattro giorni dopo il disco di Clark. Stessa stanza, stesso microfono.
Lou Donaldson, Blues Walk. Seduta del 28 luglio 1958. È l’ultimo di questo elenco registrato nel salotto.
Diciannove giorni
Il primo luglio del 1959 Van Gelder registra a Hackensack una seduta con il sassofonista Ike Quebec.
Il venti luglio dello stesso anno registra ancora Quebec, ma a Englewood Cliffs.
Fra le due date ci sono diciannove giorni. Dopo il primo luglio la discografia Blue Note non registra più nessuna seduta a Hackensack, e prima del venti nessuna a Englewood Cliffs.
Le due sedute sono state poi riunite in un disco che si chiama, senza tanti giri, From Hackensack To Englewood.
Englewood Cliffs, lo studio costruito apposta
Tina Brooks, True Blue. Seduta del 25 giugno 1960. Brooks ha inciso pochissimo a proprio nome, e questo è il disco che si trova.
Grant Green, Idle Moments. Due sedute, il 4 e il 15 novembre 1963. Il disco esce due anni dopo, nel 1965.
Andrew Hill, Point of Departure. Seduta del 21 marzo 1964. Anche questo aspetta il 1965 per arrivare in negozio.
Sam Rivers, Fuchsia Swing Song. Seduta dell’11 dicembre 1964, e in negozio l’anno dopo.
Bobby Hutcherson, Components. Seduta del 10 giugno 1965, uscito nel 1966. Hutcherson suona il vibrafono, che è lo strumento più difficile da riprendere di tutta questa storia.
Il catalogo porta anche i dischi che non escono
Verrebbe da pensare che lo studio nuovo abbia allungato i tempi. Non è così, e basta mettere le date in colonna.
Peckin’ Time è del febbraio 1958, a Hackensack, ed esce nel 1959. True Blue è del giugno 1960, a Englewood Cliffs, ed esce nello stesso anno. L’attesa non dipendeva dall’indirizzo.
C’è invece un’altra cosa che si vede scorrendo la discografia, ed è più strana. Accanto ai titoli usciti compaiono numeri di catalogo assegnati a dischi che non sono mai arrivati in negozio.
Nella stessa giornata che produce Cool Struttin’ la Blue Note mette da parte un secondo disco, gli dà il numero BLP 1592 e lo intitola Sonny Clark Quintet. Non è mai uscito.
A Tina Brooks tocca lo stesso. Un 45 giri con True Blue su un lato e Theme For Doris sull’altro, numero 45-1783, mai stampato.
Un numero di catalogo non è la prova che un disco esista.
Perché l’indirizzo conta
Van Gelder ha raccontato come funzionava a Hackensack. I suoi genitori si erano costruiti una casa, e lui ci aveva ricavato accanto al salotto una piccola regia.
Avevano anche fatto aprire una seconda porta d’ingresso verso le proprie stanze, così da poter rientrare in casa mentre lui stava registrando.
Sulla natura di quel posto è stato netto. Ha detto che non era davvero uno studio nel senso in cui lo si intendeva allora, e che secondo lui questo si sente.
C’è una prova che si guarda invece di ascoltarla. Le lampade e le tende di quel salotto compaiono su molte copertine Blue Note dell’epoca, e su una copertina è finito perfino il suo cane, che si chiamava Rex.
I due indirizzi
| Hackensack, New Jersey | Il salotto dei genitori di Van Gelder. L'ultima seduta Blue Note che la discografia registra lì è del primo luglio 1959, con Ike Quebec. |
|---|---|
| Englewood Cliffs, New Jersey | Lo studio costruito apposta, pochi chilometri più in là. La prima seduta è del venti luglio 1959, sempre con Quebec. |
| La sigla BLP | Il prefisso di catalogo delle stampe in mono. Cool Struttin' è BLP 1588, Point of Departure è BLP 4167. |
| La sigla BST | Lo stesso disco in stereo. Dal 1959 in poi molti titoli escono in tutte e due le versioni, con due numeri diversi. |
Da ascoltare
Fonti
- Jazzdisco, la discografia Blue Note 1957-1958 con date e luogo di ogni seduta
- Jazzdisco, la discografia Blue Note 1959-1960, dove si vede il passaggio da Hackensack a Englewood Cliffs
- Jazzdisco, la discografia Blue Note 1963-1964
- Jazzdisco, la discografia Blue Note 1965-1966
- National Endowment for the Arts, Rudy Van Gelder racconta lo studio di Hackensack