Selezione Genere: R&B

Dieci brani che hanno fatto il new jack swing

Il nome gliel'ha dato uno sceneggiatore, e lo swing lo faceva una mano: Teddy Riley la batteria non la programmava, la suonava di fila con la quantizzazione spenta. Dieci dischi in ordine di uscita, e in cinque anni si arriva dal bagno di un appartamento a un disco della Epic.

Il nome non se lo è scelto nessuno dei musicisti. Lo ha dato uno sceneggiatore a un ragazzo di Harlem che stava lavorando a un film intitolato New Jack City.

Teddy Riley lo racconta così: sei il ragazzo nuovo che lo fa swingare, e quindi sei il new jack swing.

Non programmo mai. L’ho suonata di fila. Ho suonato tutto di fila.
Teddy Riley, Red Bull Music Academy

Questa è la parte che di solito si perde. Quel charleston che ondeggia non è un’impostazione della macchina: è una mano sopra una drum machine, con la quantizzazione spenta perché il sequencer non gli dava lo swing che voleva.

Dieci dischi in ordine di uscita, dal 1987 al 1991. Cinque anni in tutto.

1987, prima che la parola esistesse

Keith Sweat, I Want Her. Sta su Make It Last Forever, uscito per Vintertainment ed Elektra. Riley dice di aver tirato fuori quel giro in un giorno, e aggiunge che mentre lo faceva non sapeva cosa stesse facendo.

Kool Moe Dee, How Ya Like Me Now. Autunno 1987, etichetta Jive. A poche settimane dall’altro, e sono due mercati diversi: uno è un disco rap, l’altro è un disco di R&B da camera da letto.

1988, tredici mesi che decidono tutto

Al B. Sure!, Nite and Day. Warner Bros., numero di catalogo W2 25662, 3 maggio.

Guy, Groove Me. Uptown e MCA, MCAD-42176, 13 giugno. Riley entra nel gruppo perché l’alternativa era che Aaron Hall andasse da solo, e le voci del disco vengono da un dodici piste, con il bagno usato come stanza per il riverbero.

Bobby Brown, My Prerogative. MCA, MCA-42185, 20 giugno. Sette giorni dopo il disco dei Guy, e dietro c’è lo stesso uomo.

Brown, racconta Riley, uscì dallo studio perché non voleva cantarla come gliela stavano chiedendo. Fu l’etichetta a rimandarcelo, dicendogli che senza quel pezzo l’album non sarebbe uscito.

1989, il nome finisce in copertina

Wreckx-n-Effect, New Jack Swing. Motown, MOTD-6281. Un pezzo che porta il nome del genere, in un anno in cui il genere ce l’aveva da meno di due.

Ascolta mentre leggi

Guy, 1988. Ci siamo messi a contare i colpi di charleston e ci siamo persi tre volte.

Heavy D & The Boyz, We Got Our Own Thang. Da Big Tyme, Uptown e MCA, MCA-42302. La Uptown compare qui per la seconda volta, e non è finita.

1990 e 1991, quando non serve più lui

Bell Biv DeVoe, Poison. MCA, 27 marzo 1990. Ce lo ricordavamo più veloce di com’è davvero.

Jodeci, Forever My Lady. Uptown e MCA, MCAD-10198, 28 maggio 1991. Terzo disco dell’elenco con quella sigla, e a quel punto la Uptown è il posto dove questa musica si fa.

Michael Jackson, Remember the Time. Da Dangerous, Epic, EK 45400, 26 novembre 1991. Riley firma metà del disco, e dice di essere stato in ogni riunione di marketing e di aver scelto la copertina.

Cosa resta da sentire

I charleston in sedicesimi terzinati sono la firma, e la ragione per cui suonano storti è che li ha messi giù una persona.

Da lì in avanti quel ritmo si è potuto quantizzare, e infatti lo hanno quantizzato tutti. Il new jack swing di questi dieci dischi è la versione con la mano ancora dentro.

Da ascoltare

Keith Sweat - I Want Her
Kool Moe Dee - How Ya Like Me Now
Al B. Sure! - Nite and Day
Guy - Groove Me
Bobby Brown - My Prerogative
Wreckx-N-Effect - New Jack Swing
Heavy D & The Boyz - We Got Our Own Thang
Bell Biv DeVoe - Poison
Jodeci - Forever My Lady
Michael Jackson - Remember the Time

Fonti

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