Selezione Genere: Prog

Dieci dischi rari del krautrock

Dieci dischi tedeschi usciti fra il 1970 e il 1974, messi in fila per etichetta. Can, Neu! e Kraftwerk restano fuori. Guardati così, i cataloghi dicono una cosa che le copertine nascondono: dietro tre delle quattro sigle c'era lo stesso uomo.

Il krautrock, guardato dalle copertine, sembra una scena piena di case discografiche. Ohr, Pilz, Kosmische Kuriere, Brain: quattro sigle, quattro grafiche, quattro cataloghi che partono da numeri diversi.

Guardato dai registri societari sono molte meno persone. Dietro le prime tre c’è Rolf-Ulrich Kaiser, che la Ohr l’aveva messa in piedi a Berlino insieme al produttore Peter Meisel, nello stesso stabile dove Meisel teneva le altre sue attività.

Questi sono dieci dischi tedeschi usciti fra il 1970 e il 1974, e non sono in ordine di anno. Sono raggruppati per etichetta, che è il modo in cui quella faccenda si vede.

Can, Neu! e Kraftwerk non ci sono. Quelli si trovano da soli.

Ascolta mentre leggi

Harmonia, Brain 1974, numero di catalogo brain 1044.

Tre su Ohr

Guru Guru, UFO (OMM 56 005, 1970). Cinque pezzi. Il primo LP della Ohr era uscito ad aprile del 1970, e in tutta la sua vita la casa arriverà a trentatré album e dodici singoli da sette pollici.

Ash Ra Tempel, Ash Ra Tempel (OMM 56 013, 1971). Due pezzi soli, uno per lato, e al banco c’è Conny Plank. Alla batteria c’è Klaus Schulze, che l’anno dopo comparirà in questo elenco per conto suo.

C’è un dettaglio che riguarda l’oggi. Su Spotify quel disco si trova come Ash Ra Tempel (Mixed Tracks), e i due lati sono tagliati in otto: Amboss in quattro parti per diciannove minuti e cinquantadue, Traummaschine in altre quattro per venticinque e trentuno.

Klaus Schulze, Irrlicht (OMM 556.022, agosto 1972). Nei crediti Schulze figura da solo su tutto: suona, produce, fa il tecnico del suono, firma la copertina e scatta la fotografia.

Due su Pilz

Popol Vuh, In den Gärten Pharaos (20 21276-9, 1971). Florian Fricke al Moog, all’organo e al Fender piano, Holger Trülzsch alle percussioni, e alla produzione Bettina Fricke.

Wallenstein, Blitzkrieg (20 29064-6, 1972). Quattro pezzi, il mellotron scritto nei crediti di Jürgen Dollase, e in cabina di regia Dieter Dierks, che fra poche righe tornerà come ospite sul disco di Wegmüller.

Uno su Kosmische Kuriere

Walter Wegmüller, Tarot (KK 2/58.003, 1973). Ventidue pezzi in cofanetto, firmati da un pittore svizzero che del disco disegna anche il mazzo di tarocchi.

A suonarli ci sono Klaus Schulze, Manuel Göttsching e Hartmut Enke degli Ash Ra Tempel, Jürgen Dollase e Jerry Berkers dei Wallenstein, Harald Grosskopf, Walter Westrupp e Bernd Witthüser. Cioè quasi tutto il catalogo di Kaiser, dentro la stessa sessione.

Due su Brain

Harmonia, Musik von Harmonia (brain 1044, 1974). Otto pezzi. Michael Rother, Hans-Joachim Roedelius e Dieter Moebius, con le percussioni elettriche scritte in copertina come strumento.

Cluster, Zuckerzeit (brain 1065, 1974). Dieci pezzi, ventun numeri di catalogo dopo Harmonia, e alla produzione c’è di nuovo Rother insieme al gruppo.

La Brain è l’unica delle quattro che non passa da Kaiser. La misero in piedi due uomini di A&R, Bruno Wendel e Günter Körber, in società con la Metronome.

Nel 1975 Körber lasciò il suo posto e fondò ad Amburgo la Sky, con un catalogo che somigliava molto a quello che si era appena lasciato alle spalle.

Due fuori dal giro

Amon Düül II, Yeti (Liberty LBS 83 359/60 X, marzo 1970). Doppio. Alla produzione ci sono il gruppo e Olaf Kübler, al banco Willi Schmidt, e la stampa tedesca porta un numero di catalogo doppio perché doppi sono i dischi.

Agitation Free, Malesch (Vertigo 6360 607, giugno 1972). Sette pezzi sulla stampa Vertigo, all’organo Hammond c’è Peter Michael Hamel, e il titolo sulla copertina è stampato in arabo prima che in caratteri latini.

Come è finita

Nel luglio del 1973 Edgar Froese e Klaus Schulze portarono Kaiser in tribunale per uscire dal contratto. Il Landgericht di Berlino diede loro ragione nel maggio del 1974, scrivendo che il modo spaccone della casa discografica rendeva i musicisti ridicoli davanti a una parte non trascurabile del settore.

Nel 1975 le società andarono in fallimento. Le rimanenze finirono a pile sui banchi dei grandi magazzini Karstadt a due marchi e novantacinque, quando un long playing normale ne costava fra i quattordici e i diciannove.

Jan Reetze, che quella storia l’ha ricostruita, scrive che molte delle copie originali che girano oggi vengono probabilmente da lì. Un disco che adesso si paga caro, cinquant’anni fa lo trovavi nel cesto delle occasioni accanto ai tostapane.

Le quattro sigle

OhrBerlino, primo album ad aprile 1970. Kaiser con Peter Meisel, che aveva fondato la Hansa ed era dirigente alla Metronome. Prefisso OMM.
PilzEtichetta della BASF, diretta prima da Jürgen Schmeißer e poi da Kaiser. Numeri di catalogo a cinque cifre col trattino.
Kosmische KuriereL'erede della Ohr, sempre di Kaiser. Dopo le prime tre uscite cambia nome in Kosmische Musik.
BrainFine 1971, di Bruno Wendel e Günter Körber in società con la Metronome. Serie 1000, etichetta verde.

Da ascoltare

Guru Guru - UFO
Ash Ra Tempel - Ash Ra Tempel
Klaus Schulze - Irrlicht
Popol Vuh - In den Gärten Pharaos
Wallenstein - Blitzkrieg
Walter Wegmüller - Tarot
Harmonia - Musik von Harmonia
Cluster - Zuckerzeit
Amon Düül II - Yeti
Agitation Free - Malesch

Fonti

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