Selezione Genere: Dub
Cinque round: quando il dub si vendeva come un duello
Fra il 1979 e il 1982 una serie di dischi giamaicani mise due tecnici del suono uno contro l'altro in copertina. Il duello era la parte meno affidabile, e la posta vera era il nome che restava sull'etichetta.
Fra il 1979 e il 1982 una serie di dischi dub venne confezionata come un incontro. Due nomi sulla copertina, un “versus” nel mezzo, le facciate spartite. Le copertine mettevano in scena la sfida con figure a fumetti, in una grafica che la Greensleeves affidò per anni all’illustratore inglese Tony McDermott.
Il filo di questa selezione è quell’apparato. Cinque brani da tre di quei dischi, scelti non per stabilire chi vincesse, ma perché mostrano come la sfida veniva costruita e cosa si stava decidendo davvero.
Chi c’era nella stanza
I ritmi non erano la variabile. Li suonavano i Roots Radics, che il bassista Errol “Flabba” Holt aveva messo insieme nel 1978, e che incidevano a Channel One per il produttore Henry “Junjo” Lawes. Sotto le prime canzoni di Barrington Levy c’erano loro.
Sopra basi identiche cambiava una cosa sola: chi stava al banco. Ed è qui che un “versus” fra due tecnici acquistava senso commerciale, perché nel dub il tecnico non esegue.
Il dub è la prima musica elettronica in cui un tecnico diventa un compositore.
I cinque round
Jammy’s a Not Fool apre Dub Contest del 1979, dove Prince Jammy si alterna a Crucial Bunny. La provocazione sta nel titolo, e i titoli fanno da cartellino: le prime quattro tracce portano il nome di Jammy, le quattro successive quello di Bunny.
Bunny is Crucial è la risposta dall’altro lato del disco. Nessuno dei due nomina l’altro nel suono: si nominano nell’intestazione, che è dove la gara vive per davvero.
The Man Never Imitate Always Originate viene da Dub War del 1981, un disco intestato a uno scontro fra due sound system. Le dieci tracce sono accreditate a Scientist e a nessun altro, quindi la guerra ha un solo mixer in stanza. Il titolo, per conto suo, è una rivendicazione di paternità.
Storming the Death Star apre Scientist & Prince Jammy Strike Back!, uscito nel 1982. In streaming oggi quel disco è accreditato ai Roots Radics, e la traccia con loro.
Flash Gordon Meets Luke Skywalker è l’ottava dello stesso disco, e su Spotify è l’unica delle dieci in cui i crediti portano insieme Scientist e Jammy. Su un album che si intitola ai due, i due sopravvivono in una traccia su dieci. Una terza porta il nome di Linval Thompson.
Il round in cui i due nomi restano
Chi firma un mix
Sul disco con Jammy, Scientist è netto. “Jammys never mixed one track on that record”, ha detto a United Reggae nel 2008: sostiene di aver mixato lui tutte le facciate, e che il duello non ci fu. È la sua versione, contestata, e i crediti stampati dicono altro.
La stessa lamentela torna rivolta al suo maestro. A Tape Op ha detto che diversi dischi usciti col nome di King Tubby non li aveva mixati Tubby: “I mixed those records”.
Il seguito lo ha scritto il catalogo. Quando la Greensleeves ha ristampato quelle sedute, i titoli si sono spostati sul produttore: Junjo Presents: Wins the World Cup, Linval Presents Space Invaders. Sulla sua pagina l’etichetta descrive i dischi come suonati dai Roots Radics a Channel One e mixati da Hopeton “Scientist” Brown.
Il nome del tecnico è rimasto nella descrizione. Dal titolo è uscito.
I cinque round si ascoltano ancora come li avevano venduti, e la sfida regge come intrattenimento. Quello che non ha mai avuto un verdetto è l’altra gara, quella per la riga di credito.
Da ascoltare
L'artista
Scientist (Hopeton Overton Brown)
Fonti
- Tape Op, intervista a Hopeton Overton Brown (Scientist)
- United Reggae, Angus Taylor, intervista a Scientist (24 settembre 2008)
- VP Records, pagina ufficiale delle ristampe Greensleeves di Junjo Lawes e Linval Thompson
- Jamaica Observer, The Roots Radics Band (6 dicembre 2012)
- Tony McDermott, sito dell'illustratore delle copertine Greensleeves
- Museum of Youth Culture, Greensleeves: The First 100 Record Covers
- Il Bandcamp di Scientist